Con i corridoi verdi, Medellín si è trasformata in un laboratorio di progettazione urbana per il futuro
In un decennio, due sindaci hanno cambiato volto alla città colombiana. Dimostrando che il verde urbano abbassa sì le temperature, ma crea anche una reazione a catena di benefici molto più estesa.
Ferdinando Cotugno

- I corridoi verdi che attraversano Medellín.
- 30
- Gli alberi piantumati nella metropoli colombiana.
- 800.000
- L'investimento complessivo nel progetto di riforestazione urbana.
- 16 mln $
- L'abbassamento medio della temperatura urbana (con picchi locali di dieci gradi).
- 2°C

Medellín è una città complessa in un Paese complesso. La seconda metropoli dopo Bogotá, una reputazione a lungo terribile, tra crimine, narcotraffico e cartelli, con uno dei tassi di omicidi più alti al mondo. Eppure da un decennio, se parliamo di clima, Medellín è un modello, in un Paese che a sua volta aveva provato a farsi leader internazionale. Con la presidenza di Gustavo Petro, la Colombia era diventata il primo produttore di idrocarburi a dichiarare di voler superare il profitto da idrocarburi. Aveva messo fine ai nuovi progetti di estrazione di petrolio e carbone, accompagnando alla porta le aziende oil&gas Usa, mettendosi sulla lista dei nemici di Trump. Alla fine della sua presidenza, aveva organizzato una conferenza globale a Santa Marta, per costruire una coalizione di Paesi volenterosi per la transizione energetica. Tutto questo si è infranto su un'elezione persa dalla sinistra colombiana sul filo di pochissimi voti a fine giugno, con il ritorno della destra antiecologica e la vittoria dell'avvocato trumpiano Abelardo de la Espriella. Il nuovo presidente ha promesso l'apertura di nuove miniere e pozzi, il ritorno del fracking, la fine della breve stagione in cui la Colombia è sembrata il faro della lotta ai cambiamenti climatici.
Una metropoli vegetale
Tutto questo, però, difficilmente potrà intaccare il lavoro fatto a Medellín, il suo tentativo riuscito di diventare una metropoli vegetale, il suo affidarsi agli alberi e alle piante come uno strumento di giustizia sociale e climatica. Nel 2015 Medellín, «città dell'eterna primavera» (prima della crisi climatica) era afflitta da caldo e inquinamento. Dieci anni dopo è una metropoli arborea, una grande città del sud globale che insegna al nord, a noi, come si fanno le cose: con immaginazione, investimenti e senso pratico. È anche la città che dimostra il potere dei sindaci: prima il matematico Sergio Fajardo, che all'inizio degli anni duemila rivoluzionò il sistema dei trasporti, inventandosi il sistema delle cabinovie per i sobborghi, uno dei mezzi più riconoscibili di Medellín. E poi il suo successore, l'ingegnere Federico Gutiérrez, il padre dei corridoi verdi.
Il decennio di trasformazione verde è innanzitutto nei numeri: Medellín oggi è attraversata da oltre 30 corridoi verdi, che tagliano la città in ogni direzione, con un totale di 800 mila alberi (non tutti ancora messi a dimora) e 2,5 milioni di piante. Daniele Pernigotti è uno dei massimi esperti di diplomazia climatica in Italia, era alla conferenza sulle fonti fossili di Santa Marta, il picco dell'orgoglio ecologico colombiano. Durante una delle cene alle fine delle giornate di osservazione dei negoziati mi aveva detto: «Appena finiamo qui, devo andare a vedere i corridoi verdi Medellín», con gli occhi di un bambino che vuole andare a Disneyland. Medellín fa questo effetto, come se avesse risolto l'eterno dilemma della desiderabilità dell'ecologia. Quando è tornato, gli ho chiesto cosa avesse imparato, quale fosse la lezione di questa città colombiana passata in trent'anni da capitale degli omicidi a capitale degli alberi. Daniele mi ha risposto: «Il superamento dell'idea di città che conosciamo noi, a compartimenti stagni, in cui il verde esiste, perché ci sono i parchi, anche grandi e belli, ma poi esci dai parchi e trovi distese di cemento. Il verde urbano non ha solo una funzione ricreativa, ma è la risposta a un bisogno fisico, e allora deve essere distribuito, diffuso, non recintato».
I corridoi verdi hanno la funzione di superare la dissociazione tra parco e cemento, creando una rete di connessione tra le aree verdi che attraversa in modo strategico i quartieri più poveri, che erano anche i più privi di alberi.
I corridoi verdi hanno la funzione di superare la dissociazione tra parco e cemento, creando una rete di connessione tra le aree verdi che attraversa in modo strategico i quartieri più poveri, che erano anche i più privi di alberi. Il verde è stato spesso uno strumento di gentrificazione: i quartieri ricchi diventano ovunque sempre più alberati, i quartieri poveri invece sempre più cementificati. Medellín ha fatto esattamente l'opposto, reclutando e formando una squadra di 100 giardinieri nei quartieri socialmente più vulnerabili. Nel corso di questo progetto, il comune ha dato lavoro a 2500 persone attraverso la riforestazione.
Nessun conflitto tra ambiente ed economia
Medellín è diventata così anche la confutazione del cliché sul conflitto tra ambiente ed economia. Pernigotti, che da consulente sostenibilità ha un occhio attento a queste cose, spiega che ha anche creato un know how locale sulla riforestazione urbana, che ora vende come servizio per altre città, un po' come fanno in tutto il mondo gli olandesi con la loro esperienza sulla gestione dell'acqua in eccesso. «La municipalizzata di Medellín è la seconda azienda più grande del Paese». I corridoi sono anche connessi alla rete di piste ciclabili della città, che negli ultimi dieci anni ha visto aumentare l'uso della bicicletta del 34 per cento. Gli effetti a catena delle buone idee. Non è diventata una città perfetta, né un paradiso ecologico, ma ha preso una base di partenza degradata e di decennio dopo decennio, con visione e investimenti, ha migliorato la vita dei suoi cittadini affidandosi alla natura.
Combattere il caldo e l'effetto isola di calore è una delle sfide urbane centrali del ventunesimo secolo. Le città hanno un ruolo estremamente ambiguo, perché sono allo stesso tempo parte del problema (il grosso delle emissioni viene da qui) e parte della soluzione. Come abitante di una metropoli, è come se la futura generazione a cui pensare fossi tu: è in città che si muore per il caldo, o per le alluvioni, sono le città che devono spostarsi per l'innalzamento del livello del mare.
Nel 2016 Medellín ha scelto questo ruolo per sé, mentre provava a lasciarsi alle spalle la reputazione del narcotraffico: laboratorio arboreo, per sperimentare fino a che punto gli alberi possono abbassare la temperatura, e assorbirne l'aumento causato dal riscaldamento globale. Il risultato è che l'investimento di oltre 16 milioni di dollari (con mezzo milione l'anno di manutenzione) ha permesso di abbassare le temperature di due gradi (con picchi locali di dieci gradi). Due gradi è praticamente lo stesso obiettivo dell'accordo di Parigi, raggiunto localmente da quasi un milione di alberi. Nel 1991, il tasso di omicidi era di 381 per 100mila abitanti. Oggi è di 20 per 100mila. Un calo del 95 per cento. Non merito degli alberi, ma frutto della stessa progettualità.



