Il quinto lago più grande della Grecia si è quasi del tutto prosciugato, nell’estate del 2026

Il Koroneia ha perso nove decimi del suo bacino negli ultimi dieci anni, per colpa della siccità e dell’eccessivo sfruttamento da parte degli agricoltori.

Il fondo secco del lago Koroneia, con quel che resta dell'acqua e le colline sullo sfondo

Su Wikipedia il lago Koroneia, pochi chilometri a nord-est di Salonicco, nella Grecia orientale, è ancora registrato con la sua superficie originaria: oltre 34 chilometri quadrati. La realtà è ben diversa: oggi la superficie ricoperta d'acqua di quello che era un tempo il quinto lago più grande del Paese è soltanto di 2,7 chilometri quadrati.

Non è nemmeno facile definirlo un lago: il Koroneia appare, dopo l'estate del 2026, come un arcipelago di pozze poco profonde, e soprattutto una pianura fangosa spaccata dal sole. Il motivo – è facile intuirlo – è il clima dell'ultimo decennio. Il rapporto, che è insieme un allarme, arriva dall'Osservatorio nazionale di Atene, che ha misurato il prosciugamento negli ultimi dieci anni. La pioggia sempre più scarsa, unita alle temperature costantemente sopra alla medie di un tempo, hanno fatto evaporare quasi tutta l'acqua, e anche di più: si sono prosciugate anche le falde che tenevano alimentato il lago in assenza di acqua piovana. «Il fattore principale dietro al restringimento del lago sono certamente le precipitazioni, che sono state intorno ai 400 millimetri negli ultimi cinque anni. Vale a dire 150 millimetri in meno che nei decenni precedenti», ha detto a Reuters Dimitris Papadimos, a capo della gestione delle risorse idriche del Greek Biotope Wetland Centre.

Come spesso accade in queste situazioni, una crisi ne ha innescato altre, creando un effetto-catena che ha reso il peggioramento delle condizioni rapido e catastrofico: la mancanza di piogge ha spinto molti allevatori e agricoltori della zona a prelevare più acqua dal lago, che si è trovato "attaccato", in questo modo, da più fronti. L'Unione europea, già nel 2013, aveva stabilito che la Grecia non stava facendo abbastanza per proteggere il Koroneia dall'inquinamento e da sistemi illegali di approvvigionamento idrico. La situazione, tredici anni dopo, appare tragicamente compromessa, anche se il Segretario generale del Ministero dell'ambiente, Petros Varelidis, ha detto a Reuters che il monitoraggio si è fatto più intenso negli ultimi anni.

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