Anche la Chinatown di Milano dovrebbe avere il suo portale
Dopo decenni di discussioni, è partita una raccolta di progetti per la realizzazione in via Paolo Sarpi di un paifang, il portale tradizionale che identifica le Chinatown di tutto il mondo.

Nel 2026, a cent’anni dalle prime tracce documentate dell’insediamento cinese lungo via Paolo Sarpi, Milano avvia il percorso per il suo Paidfng, il portale tradizionale che in molte città segna l’ingresso nelle Chinatown. Il Comune ha aperto un avviso pubblico per raccogliere proposte di enti pubblici e privati, comprensive di progetto, finanziamento e realizzazione, che verranno valutate da un gruppo di lavoro interno (scadenza il 16 novembre). La selezione non comporta però l’impegno a realizzare una delle proposte, per la quale serviranno ulteriori verifiche di interesse pubblico e fattibilità; il paifang resta quindi un’ipotesi, ma la più concreta avanzata finora.
Non è infatti il primo tentativo: nel 2015, in occasione di Expo, l’Unione imprenditori Italia-Cina propose due portali temporanei alle estremità di via Sarpi. Criticato e ridimensionato, il progetto passò dall’ipotesi di sostituire il dragone cinese con il biscione visconteo a quella di un semplice arco fiorito, prima di essere accantonato anche per i costi.
Intanto, dalla pedonalizzazione del 2010-11, via Sarpi è diventata uno degli assi commerciali più frequentati della città. La comunità cinese, seconda comunità straniera di Milano per numero di residenti, ha contribuito alla vita economica, culturale e sociale del capoluogo; tra le relazioni che ne accompagnano il dialogo con la città c’è anche il gemellaggio tra il Municipio 1, dove si trova Chinatown, e il distretto Jing’An di Shanghai.
Il paifang, formato da pilastri sormontati da un tetto in tegole e da una targa celebrativa, a partire dal XVII secolo si diffuse sotto le dinastie Ming e Qing per segnare gli ingressi a distretti, templi e luoghi importanti. Secoli dopo, nelle Chinatown nate con le migrazioni cinesi tra XIX e XX secolo, è diventato un segno identitario che riconosce il contributo delle comunità cinesi alla città e ne rappresenta il carattere multiculturale.
La posizione del portale è significativa della doppia anima della Chinatown milanese: localizzato dal bando all’ingresso orientale di via Paolo Sarpi, il paifang si troverebbe incastonato tra facciate ottocentesche, racchiuso tra il Cimitero Monumentale e Porta Volta, e fronteggiato dal futuro Museo della Resistenza firmato Herzog & de Meuron. Il portale dovrà quindi comunicare tanto con l’eredità cinese quanto con l’architettura milanese.



