Madrid sta trasformando i vecchi asili nido in nuovi appartamenti turistici

Il “Piano RESIDE” è stato pensato per proteggere il patrimonio abitativo, ma si intreccia con la perenne carenza di luoghi pubblici per la prima infanzia.

Turisti in controluce davanti al Palazzo Reale di Madrid

Non avreste mai pensato di dormire in un ex asilo nido, eppure, se andate in vacanza a Madrid, potrebbe capitarvi. Tre strutture scolastiche ormai chiuse sono state trasformate in appartamenti turistici: a renderle attraenti per gli investitori è l’ingresso indipendente sulla strada, requisito imposto dal Piano RESIDE per proteggere il patrimonio abitativo e contenere la pressione degli affitti turistici. Il piano, entrato in vigore nel settembre 2025, vieta gli alloggi turistici negli edifici residenziali del centro storico, per proteggere le case dall’overtourism; nel resto della città li ammette al piano terra o al primo, purché abbiano un accesso autonomo. Gli ex asili possiedono già queste caratteristiche e possono essere frazionati e convertiti facilmente: la norma ha reso così appetibili strutture che fino a poco prima ospitavano servizi di quartiere.

Ad Arganzuela, un asilo chiuso da un anno è stato trasformato in cinque appartamenti da 40 metri quadrati, in vendita a 300 mila euro ciascuno. A Tetuán l’ex Chiquitín è stato sostituito da cinque abitazioni, e lo stesso destino è toccato al bar adiacente. A Retiro il centro Kids ha chiuso dopo vent’anni ed è stato acquistato da un fondo per costruire nuovi appartamenti.

Davanti al Kids si era recato l’ex ministro per le Politiche sociali Pablo Bustinduy, che ha definito l’operazione «speculativa», sostenendo che distrugga la vita dei quartieri e colpisca servizi essenziali come l’educazione infantile. Protestano anche i residenti: «Hanno fatto tutto in tempi record, approfittando dell’estate e senza informare la comunità», ha raccontato a El País un abitante di Arganzuela. Il meccanismo è favorito da procedure rapide e margini elevati: convertire uno spazio commerciale o didattico in abitazione può aumentarne il valore fino al 60 per cento e raddoppiarne la redditività. Tra il 2015 e il 2024, a Madrid 3.306 locali sono diventati abitazioni o alloggi turistici.

Eppure il Piano RESIDE sembra funzionare. Secondo il Comune, tra agosto 2024 e maggio 2026 i nuovi requisiti e l’inasprimento dei controlli hanno ridotto del 40 per cento gli alloggi turistici, passati da 22.435 a 13.431, con il calo più forte tra le città spagnole. La conversione degli asili mostra però come la pressione immobiliare possa cambiare forma e raggiungere gli spazi che sostengono la vita quotidiana dei quartieri. Il paradosso è ancora più evidente considerando quanto sia difficile a Madrid trovare un posto pubblico per la prima infanzia. Per il 2026/27 è stato accolto appena il 13 per cento delle domande agli asili comunali: 3.916 su 28.931. La città dispone di 76 centri e 4.132 posti, a fronte di quasi centomila bambini tra zero e tre anni.

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