Los Angeles ci dice che si può trasformare la città delle automobili nella città dei trasporti pubblici

La sindaca Karen Bass ha annunciato che i Giochi Olimpici del 2028 saranno «car free». Negli ultimi anni, la città in cui nessuno cammina sta investendo moltissimo in metropolitane, autobus e piste ciclabili. Un percorso ambizioso, con molte difficoltà.

Los Angeles
La percentuale di persone che usano quotidianamente il trasporto pubblico, una delle più basse del mondo.
4%
La lunghezza della A Line, la metrotranvia losangelina: è la più lunga del mondo.
92,9 km
Le entrate annuali della Measure M, una nuova tassa municipale per finanziare l’ampliamento della mobilità pubblica.
860 mln
L'estensione dell'area metropolitana di Los Angeles, combinando L.A. e Long Beach: è la più ampia degli Usa.
87.940 km²
Los Angeles

Ci sono molte statistiche che fanno impressione, legate al rapporto tra Los Angeles e l’automobile. Per esempio: gli incidenti in auto uccidono, ogni anno, più persone del cosiddetto “crimine violento”. Per esempio: ogni losangelino, in media, passa 62 ore all’anno fermo nel traffico. Non semplicemente in auto – sarebbe poco, in quel caso: invece proprio fermo, con i piedi ben sollevati dal pedale dell’acceleratore. Fanno tre giorni. Fanno – per farci un’idea anche da qui – cinque voli diretti tra l’Italia e L.A. stessa consecutivi (sono circa 12/13 ore l’uno). È la sesta città, negli Stati Uniti, in questa classifica, non va così male. Per esempio, New York è messa peggio. Il problema è che, volendo, a New York l’alternativa esiste: la mobilità pubblica. A Los Angeles no, o quasi. Almeno fino a ora.

Un 2028 «car free»

È singolare, a pensare alla fondazione della città, che è recente, affascinante, ambiziosa, quasi un prototipo di un certo spericolato sogno americano del Diciannovesimo secolo. Los Angeles fu costruita intorno a una ferrovia: la Southern Pacific Railroad aveva, nel 1876, connesso la giovane L.A. a San Francisco. All'epoca San Francisco era una città molto più popolata, e il completamento della ferrovia permise a molte persone di spostarsi e investire nella nascente Los Angeles. Arrivarono, poi, altre ferrovie che connettevano la città con il Paese ancora più a est, ma le basi erano state poste. Dopo, L.A. è diventato auto, auto, e soltanto auto. La capitale della “car culture” americana, un posto in cui, anche volendo, non ti dà nemmeno la possibilità di viaggiare senza auto tra i diversi punti della sua – enorme – cartografia. Oggi, qualcosa sta cambiando: nel 2024 la sindaca della città, Karen Bass, ha dichiarato che i Giochi Olimpici del 2028, che saranno ospitati in città 44 anni dopo l’ultima volta, saranno «car free». Che la città, insomma, svilupperà un sistema di trasporto pubblico che riuscirà a sostituire quasi completamente la macchina. È possibile?

«Los Angeles rimane comunque una città relativamente giovane», dice la scrittrice e sceneggiatrice Chiara Barzini, che a L.A. ha vissuto molti anni e che a L.A. ha ambientato entrambi i suoi romanzi, Terremoto e soprattutto L'ultima acqua, un viaggio nell'impresa quasi impossibile di portare l'acqua – e un fitzcarraldiano acquedotto – nella città degli angeli. Continua: «Quindi potrebbe essere meno improbabile di quanto sembri cambiare il suo rapporto con l’automobile. Perché è una città in grado di cambiare il proprio dna abbastanza facilmente, in grado di accogliere ondate diverse».

Nel giugno 2025 è stata inaugurata la metrotranvia per collegare l'aeroporto cittadino con il centro città. Un anno prima, nel 2024, era stata approvata la Measure HLA, un mandato per migliorare le corsie preferenziali per gli autobus, le piste ciclabili, la sicurezza per i pedoni.

La macchina si è già messa in moto, in un modo sorprendente, anche: nel 2016 i cittadini di Los Angeles hanno approvato la Measure M, una nuova tassa sulle vendite dello 0,5 per cento da destinare interamente al finanziamento del trasporto pubblico. La Measure M sta generando circa 860 milioni di dollari all’anno. Un effetto significativo: nel giugno 2025 è stata inaugurata (sì, prima non esisteva) la ferrovia (un po' light rail, un po' metropolitana) per collegare l'aeroporto cittadino con il centro città. Un anno prima, nel 2024, era stata approvata la Measure HLA, un mandato per migliorare (qualitativamente e quantitativamente) le corsie preferenziali per gli autobus, le piste ciclabili, la sicurezza per i pedoni.

Nessuno cammina a L.A.?

La situazione degli autobus era misera a dir poco: secondo una ricerca del 2020 tre quarti degli studenti losangelini che regolarmente utilizzavano i trasporti pubblici su gomma erano stati molestati sessualmente sulla tratta. Barzini aggiunge: «Gli autobus avevano dei tragitti molto basilari: facevano un boulevard per decine di chilometri, su e giù, ma non c’erano connessioni. Era difficile arrivare, per esempio, dalla Valley a Hollywood; non c’era un autobus che attraversasse i canyon. La città era divisa in tasche, con delle specie di shuttle che magari ti portavano da una parte all’altra ma andavano sempre su e giù per il boulevard, senza percorsi trasversali come possono esserci altrove. Quindi i miei ricordi, da quel punto di vista, sono ricordi fatti sostanzialmente di angoli e di attese, innumerevoli attese». Le cose non sono cambiate nemmeno negli anni più recenti, e le migliorie in fase di introduzione avranno bisogno di anni per prendere piede e riuscire a cambiare la città: attualmente, soltanto il 4 per cento dei residenti losangelini utilizzano il trasporto pubblico quotidianamente, contro, per fare qualche esempio in giro per l’Occidente, il 42 per cento di Milano, il 37 per cento di Londra, il 50 per cento di Parigi, il 56 per cento di New York.

«Nobody Walks in L.A.» è il ritornello di una delle più celebri canzoni dei Missing Persons, una band new-wave originaria proprio della città degli angeli. La canzone è del 1982, più o meno l’apice di un lungo periodo di fuga da New York. Mentre sulla costa Est si vivevano gli anni più bui, in molti lasciavano NY per trasferirsi a Ovest. Con loro, portavano una granitica certezza che andava a rinforzare la “car culture” californiana: la metropolitana è il posto più pericoloso che ci sia. A proposito di piste ciclabili e di camminamenti, di qualcosa che sta cambiando, Chiara Barzini dice: «C’è questo scrittore, si chiama David Ulin, che ha scritto un libro intitolato Sidewalking: Coming to Terms with Los Angeles, in cui racconta di aver attraversato a piedi non so più ricordo quante strade di Los Angeles, cercando di raccontare una L.A. diversa. Una città in cui le persone stanno cominciando a usare le piste ciclabili, ad andare a piedi, a usare i mezzi di trasporto pubblico. Oggi i quartieri sono connessi tra loro, e si stanno anche creando dei quartieri in cui le persone camminano, o comunque spesso non escono dal quartiere. Echo Park, Silver Lake, per esempio: oggi si stanno sviluppando sull’imprinting di città come Berlino, oppure… non dico Parigi, ma un po’ anche Parigi, perché hanno un’influenza francese, di ristoranti, di caffè, di vita pedonale».

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